Di Luca Perri: classe 1986 è dottorando in astrofisica all’Università dell’Insubria e all’Osservatorio di Brera e astronomo dell’Osservatorio di Merate. Divulgatore scientifico.
Youtube: https://youtube.com/Astrowikiperri
Non
sarò né breve né conciso.
Ma è arrivato il momento di fare
un discorsetto, e vorrei farlo una volta sola.
Sono giorni che
mi inviate link su 5G ed il coronavirus. Ero anche molto divertito,
finché non ho visto bruciare delle antenne 5G nel Regno Unito e ho
capito che alcuni ci credevano davvero.
Oggi sono stato anche
accusato di spargere disinformazione per aiutare chi sta facendo
soldi a palate con questa nuova terrificante tecnologia che ci sta
sterminando.
E, per giunta, di farlo gratis. Mia moglie me lo ha
sempre detto che non so vendermi bene.
Ora, cerchiamo di fare un
minimo di chiarezza. Non dico di analizzare tutta la tecnologia da
cima a fondo, sia chiaro, perché credo ci siano modi migliori di
passare la prossima settimana.
Partiamo
però col dire che noi esseri umani abbiamo una memoria storica
inferiore al quarto d’ora accademico. Perché se ne avessimo non
dico a lungo, ma anche solo a medio termine ricorderemo che in
occasione di ogni innovazione tecnologica c’è sempre stato chi
urlava alla strage. È successo negli ultimi decenni per i microonde
(c’è ancora, in realtà), per i cellulari (pure), per il 2G, per
il 3G, per i modem Wi-Fi, per il 4G e ora per il 5G. Non mi
soffermerei sui buchi neri che avrebbero dovuto inghiottire la Terra
all’accensione degli acceleratori di particelle perché non vorrei
coprire di ridicolo redazioni importanti. Non c’è di che,
Report.
Ad ogni modo, le nuove tecnologie da sempre spaventano
l’uomo per i possibili pericoli ad esse legate. Cioè, voi vi
sareste davvero mai fidati del fuoco? E se i capelli si fossero
bruciati?! E la ruota? Davvero vi sareste affidati ad una cosa che se
la mettete su un piano inclinato rotola via?!
Ci vuole prudenza,
con le nuove tecnologie. Si chiama principio di precauzione.
Di
per sé nulla da dire, se non fosse che il 5G NON È UNA NUOVA
TECNOLOGIA. È un nuovo standard. Diciamo che è un’ottimizzazione
di una tecnologia che usiamo, a spanne, da un secolo e mezzo. La
fisica delle onde elettromagnetiche l’abbiamo dal 1865 (ode a
Maxwell!). E su quegli stessi principi fisici di base abbiamo
sviluppato tutto, dalle radio di inizio ‘900 alle televisioni di
metà del XX secolo, fino ai sistemi di comunicazione attuali.
Dire
che il 5G è una nuova tecnologia potenzialmente più pericolosa è
un po’ come sostenere che il nuovo rasoio a 76 lame per pelli
sensibili è più pericoloso di quelli fatti da valve di conchiglie
affilate di 15mila anni fa.
Se però volete davvero eliminare la
tecnologia legata alle onde elettromagnetiche eliminate tre quarti
degli apparecchi che avete in casa. Comprese le lampadine.
Capitolo
“Radiazioni”.
Lo dico spesso: noi fisici siamo pessimi nel
dare i nomi alle cose. Di solito li diamo a caso o in modo svogliato.
Quando va bene, chiamiamo le cose “Telescopio Grande”,
“Telescopio Molto Grande”, “Telescopio Estremamente Grande”.
Quando cerchiamo di essere fantasiosi, finiamo col produrre roba
discutibile tipo “buco di verme” o “spaghettificazione”.
Spesso, invece, diamo nomi simili a cose completamente diverse: le
“onde di gravità” non c’entrano nulla con le “onde
gravitazionali”. Allo stesso modo, la “radioattività” non
c’entra nulla con le “radiazioni elettromagnetiche” (tranne nel
caso dei raggi gamma, in cui però le frequenze sono 10 miliardi di
volte maggiori).
Il Sole, da circa 5 miliardi di anni, emette
radiazioni elettromagnetiche. Attendo video YouTube che chiedano con
forza lo spegnimento della nostra stella.
Capitolo
“Frequenze”.
L’accusa è che il 5G usi le frequenze del
forno a microonde, e che quindi finirà col cuocerci. Il consiglio è
dunque quello di speziarvi per bene, prima. Ma posto che ci saranno
ANCHE casi in cui si useranno quelle frequenze (attorno ai 2,4 GHz),
ma non sarà sempre così, le potenze dei trasmettitori Wi-Fi sono
dell’ordine dei milliWatt, quelle dei forni a microonde del
kiloWatt. C’è quindi una differenza dell’ordine del milione di
volte.
In molti casi, invece, si useranno frequenze maggiori,
fino a 27 GHz. Le onde ad alta frequenza penetrano i corpi meno di
quelle a frequenze più basse. Si fermeranno sugli strati esterni
della nostra pelle. Va ora notato che chi attacca il 5G dice che per
poter utilizzare le alte frequenze stanno abbattendo gli alberi.
Ignorando il fatto che le denunce a riguardo in cui mi sono imbattuto
erano fregnacce, parliamo di logica: mi state dicendo che le foglie
della betulla disturbano il segnale ma questo stesso segnale mi
ammazza più del 4G? Una super arma di sterminio, questo 5G, però
basta una pianta a fermarla. Regala un significato tutto nuovo alla
frase “mettete dei fiori nei vostri cannoni”.
Capitolo
“Danni dell’elettrosmog alla salute”.
Sulla cosiddetta
ipersensibilità ai campi elettromagnetici sono stati effettuati
circa 400 studi. La maggior parte, soprattutto i più importanti a
doppio cieco, non ha rilevato nessuna correlazione fra sintomi ed
esposizione ai campi elettromagnetici.
In termini di esposizione
ai campi elettromagnetici, peraltro, il 5G punta a diminuirla nel
tempo, non ad aumentarla.
Il campo prodotto poi diminuisce
drasticamente con la distanza, quindi già a 1-2 metri è
trascurabile rispetto al campo prodotto da
un dispositivo vicino come può essere il vostro modem. O gli
auricolari bluetooth. o
lo smartphone che state usando.
Quindi panico per gli auricolari
wireless? No.
Dopo 30mila ricerche mediche condotte sulle onde
elettromagnetiche, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene
che non siano mai stati stabiliti effetti contrari alla salute. La
stessa cosa, anche sul 5G peraltro, la sostiene l’Istituto
Superiore di Sanità.
Sì, è vero, l’Agenzia Internazionale
per la Ricerca sul Cancro (IARC), sostenendo che non si può
escludere al 100% che le radiofrequenze provochino un qualunque
effetto sulla salute, le ha catalogate nel Gruppo 2B. Intanto
sveliamo un segreto di Pulcinella: nella scienza il 100% non esiste.
Ciò detto, il gruppo 2B contiene anche le onde a bassa frequenza
degli elettrodomestici (vade
retro, aspirapolvere!), il Gingko biloba, l’aloe, l’acido
caffeico (presente negli estratti di caffè, nell’arnica e nel
propoli), i sottaceti, il talco per il culetto dei bambini. Al
prossimo che vi dice “Altolà al sudore!” tirate una
testata.
Giusto per avere un’idea della cancerogenicità,
dall’introduzione dei sistemi televisivi negli anni ’60 al primo
picco della telefonia mobile negli anni ’90 (quando, per inciso,
l’elettrosmog prodotto dai cellulari era superiore a quello
attuale) fino al 5G odierno il tasso di tumori al cervello non è
aumentato. Eppure oggi ci sono 5 miliardi di possessori di
cellulari.
In Italia, comunque, i valori di esposizione fissati
sono 10 volte inferiori alla media fissata come sicura dagli altri
Paesi.
Ciononostante, comunque, a fare i soldi sono i produttori
di cappellini antiradiazione per bambini. O la ditta francese
produttrice delle Spartan, le mutande antiradiazioni per uomini (alla
modica cifra di 42€ al paio).
Ah, le foto che girano sugli
uccelli morti non c’entrano nulla con le antenne 5G: quegli uccelli
sono stati fulminati quando un albero è caduto su un cavo dell’alta
tensione su cui erano appollaiati.
Capitolo
“Cosa fa il 5G”.
L’idea è quella di non emettere a 360°
come fanno le antenne 4G, ma inviare un fascio stretto verso
l’apparecchio e quando richiesto. Aumentando l’efficienza e
diminuendo la quantità di energia richiesta dalle antenne.
Una
cosa che tra l’altro aumenta l’efficienza del 5G è l’utilizzo
della matematica dei codici polari per trasmettere i dati.
Ho
diversi amici e colleghi matematici. Ho potuto osservarli a lungo,
nel loro habitat. Li ho visti muoversi, procurarsi il cibo e persino
riprodursi. Posso capire che le persone temano che la matematica sia
pericolosa per la salute delle persone, ma io mi riferisco alla
matematica in generale. Dire che la matematica del 5G sia più
dannosa di quella del 4G mi sembra un tantino eccessivo.
Capitolo
“5G e coronavirus”.
Il capolavoro del complottismo.
Qualcuno
(tipo Gunter Pauli, consigliere economico del presidente del
Consiglio Conte) ha detto che la correlazione 5G-coronavirus è
evidente: dove c’è tanto 5G? A Wuhan e nel nord Italia! Si sa,
Codogno è la culla del 5G. Così come l’Iran e l’India. E adesso
a Wuhan hanno arrestato l’epidemia proprio perché hanno deciso di
non usare più il nuovo standard, immagino.
Ad ogni modo, come
sarebbero collegate le due cose?
Secondo alcuni le reti 5G
indebolirebbero il nostro sistema immunitario, rendendoci in questo
modo più vulnerabili al Coronavirus. E questo nonostante le
radiazioni elettromagnetiche del 5G siano 66 volte inferiori al
limite per cui le radiazioni potrebbero modificare il nostro DNA,
causando tumori.
Secondo altri i “batteri riuscirebbero a
comunicare e a diffondersi più facilmente” col 5G: non si conosce
il perché. Come evidentemente non si conosce la differenza fra
batteri e virus.
Infine, altri ancora sostengono che il virus
nemmeno esista: semplicemente ad ucciderci sarebbero le onde
elettromagnetiche.
Pensateci:
1917-1920, la Spagnola uccide
forse 100 milioni di persone. GUARDA CASO proprio mentre le prime
onde radio venivano emesse in giro per il globo. Poco importa se il
15 aprile 1912 - 5 anni prima della Spagnola - il Titanic affondando
può già mandare segnali radio di SOS. La teoria è di un tizio
serio: Rudolf Steiner, esoterista inventore dell’agricoltura
biodinamica, secondo cui l’astrologia e i riti magici influenzano
la qualità delle coltivazioni.
1968-1970, l’influenza di Hong
Kong provoca un milione di morti nel mondo. In Italia, dove la
chiamano “la Spaziale”, i morti saranno 20 mila. Sarà mica un
caso che in quel periodo lanciassero i primi satelliti! Come? Il
primo satellite Sputnik è del ’57? AH.
2020, il coronavirus
provoca decine di migliaia di morti nel mondo. E noi stiamo attivando
le antenne 5G. Non conta se il 5G in Korea del Sud esiste già da due
anni.
Capitolo
“Chi ci guadagna dalle fake news”.
Secondo un’indagine del
New York Times la campagna anti-5G sarebbe alimentata da RT America
(nome della filiale americana del canale Russia Today, organo di
propaganda del governo russo). È interessante notare come, fuori
dalla Russia, gli allarmi catastrofici di sedicenti “esperti” si
diffondano. In Russia, invece, le onde millimetriche (usate in alcuni
paesi per il 5G) vengono addirittura consigliate come terapia.
Capitolo
“Quanto diamine è logorroico Perri?”
Tanto, ma il punto non
è questo. Per smontare una bufala ci vogliono molte più parole,
tempo ed energie di quante siano necessarie a crearle. Ecco perché,
nella scienza, non funziona che qualcuno sgancia una teoria e sfida
lo scienziato di turno a provargli di avere torto. È filosoficamente
molto sbagliato. Nella scienza funziona che se voglio fare
un’affermazione posso farla, ma solo se ho le prove per
supportarla. Altrimenti taccio. E più è forte l’affermazione che
voglio fare, e più forti dovranno essere le prove. ALTRIMENTI
TACCIO.
Non è cattiveria, non è arroganza. Si chiama Metodo
Scientifico.
Ed è decisamente più democratico e più
intellettualmente onesto del comportamento di chi diffonde cose a
caso.
La soluzione per evitare altre sbrodolate come
questa?
Evitate per favore di condividere complotti senza
provare ad analizzarne la sensatezza prima.
Perri
out.
EDIT:
la notizia che Gunter Pauli fosse un consigliere di Conte si è
diffusa a marzo su diverse testate giornalistiche e non è mai stata
smentita. Negli ultimi giorni, anche dopo questi tweet, il governo ha
dichiarato che la carica non è mai stata formalizzata.